
Qualche piccolo consiglio visto che il freddo sta arrivando e qualcuno di noi è già intasato come una fogna...
In queste righe tratteremo la prevenzione e le possibili cure alternative che non contemplano l’uso di farmaci. Iniziamo con la prevenzione.
Ricordiamoci che siamo davanti ad una banale influenza che grazie a molti media è diventata una sorta di "piaga", che ha creato fobie e paure ingiustificate. Ecco come diminuire le possibilità di essere contagiati o di contagiare gli altri:
- coprire con un fazzoletto (possibilmente di carta) naso e bocca quando si starnutisce e gettare il fazzoletto nella spazzatura o nella biancheria da lavare dopo averlo usato;
- lavare spesso le mani con acqua e sapone e in particolare dopo avere tossito o starnutito o dopo aver frequentato luoghi e mezzi di trasporto pubblici; se acqua e sapone non sono disponibili è possibile usare in alternativa soluzioni detergenti a base di alcol;
- evitare di toccare occhi, naso e bocca con le mani non pulite; i germi, e non soltanto quelli dell’influenza, si diffondono in questo modo;
- rimanere a casa se malati evitando di intraprendere viaggi e di recarsi al lavoro o a scuola, in modo da limitare contatti possibilmente infettanti con altre persone, nonché ridurre il rischio di complicazioni ed infezioni concomitanti (superinfezioni) da parte di altri batteri o virus.
Questi i consigli dispensati dal Ministero della Salute. In aggiunta si potrebbe anche integrare questa stringata lista con altri utili consigli:
- tenere le superfici, soprattutto dei giocattoli e in bagno, sempre pulite;
- se è possibile, il malato dovrebbe essere accudito da una sola persona che, in caso di stretto contatto, dovrebbe indossare una mascherina;
- la persona che si prende cura di un malato non dovrebbe rientrare in una delle categorie a rischio.
Come si trasmette l’influenza suina? Proprio come l’influenza normale, visto che sempre di influenza si tratta: attraverso gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce (oppure anche attraverso piccolissime goccioline di saliva o aerosol, ma si tratta di casi rari che si verificano in ambito ospedaliero); per contatto diretto o indiretto (esempio, quando un soggetto infetto tossisce nella propria mano, e poi stringe la mano di un soggetto sano).
L’ECDC ricorda che "le persone colpite da influenza sono più “infettive” immediatamente dopo l’inizio dei sintomi e, nonostante continuino ad espellere il virus fino a cinque giorni dopo l’inizio dei primi sintomi (7 giorni nei bambini), la quantità di virus – e quindi il rischio di diffondere l’infezione – diminuisce progressivamente".
Fonte www.agoravox.it